Dio mi sabota la vita. È ormai evidente.
È evidente, ce lo attestano i sensi, che in questo mondo le cose si muovono. Ora tutto ciò che si muove è mosso da un altro, e questo da un altro ancora.
Muovere è far passare qualcosa dalla POTENZA all’ATTO.
Ma nulla può passare dalla potenza all’atto, se non in forza di qualcosa che è già in atto.
Questo QUALCOSA era già in ATTO questa mattina quando mi accingevo a prendere il primo caffè della giornata, NEGRO ET AMARO, divenuto ormai pilastro della mia routine.
Ne ho avuto testimonianza quando, dopo aver inserito i soldi nella macchinetta e selezionato la quantità di zucchero NULLA, ecco che l’automa entra in funzione senza neanche aver selezionato NESSUNA BEVANDA.
AGVZZZZ
Ed ecco che avverto questo QUALCOSA nell’ATTO di PENETRARMI mentre la macchinetta mi serve un CAPPUCCINO, schiumoso e fumante COME LE MIE PALLE.
E PURE ZUCCHERATO

Ma la cosa non finisce qui.
Perché le vie del signore sono infinite e la giornata è ancora lunga.
Si è fatta ormai ora di pranzo e scendo a prendermi la solita pizzetta al solito zozzoso. Ordino una focaccia con patate da portar via indicando anche in direzione della pietanza in questione.
Pago il zozzoso prendo la pizzetta imbustata e torno in ufficio.
Ed ECCOLO di nuovo quel QUALCOSA che entra nuovamente in ATTO.
Il mezzo mediante il quale EGLI si manifesta cambia, ma IL PORCO è sempre lo stesso.
Ciò che diviene non può divenire da se, indipendentemente da un principio esterno che lo avvii.
Perciò la mia focaccia con patate non può divenire da se una PIZZA RIPIENA DI SALAME E RICOTTA. Non senza una SUPREMA CAUSA REALIZZATRICE.

PRIMO MOTORE IMMOBILE, verrà il giorno in cui dovrai RENDERMI CONTO di tutti i tuoi scherzetti. Terrò duro fino ad allora.