Sono in vacanza.
E sticazzi? direte voi. O quantomeno, io direi così; quindi vi capisco, fatelo.
Ho lasciato gli altri a lavorare mentre io sono al mare. Sì, ho fatto bene.
Ma prima di partire…
… dovete sapere che in casa dei miei (io ho sempre casa da finire, $bestemmia_random) il wifi del Tim Hub (sì, lo stesso modem dell’altro post, che ho ribattezzato merdoscatolotto) non funziona poi così bene come ci si potrebbe attendere da un apparato di rete – per quanto domestico – nel 2019.
Diciamo che funziona veramente una merda, visto e considerato che non riesce ad arrivare correttamente nella stanza dove dormo, ad una distanza in linea d’aria di boh 10 metri. Ok ci sono delle pareti, ma sono muri interni spessi 10 centimetri, non sto nel cemento armato.
Vabbè, poi uno dice che non deve bestemmiare.
Comunque, il giorno prima di partire sposto pollon – la mia fida raspberry pi2 – dalla mia televisione allo merdoscatolotto, attaccandola quindi col cavo invece che con il labile wifi.
Faccio le mie belle prove e sono tutto contento che pollon abbia finalmente una connessione stabile e che non caschi ogni 3×2 impedendomi l’accesso alla rete casalinga.
Però la sera non avrei visto le puntate di Jarod il camaleonte, quindi ho pensato di installare miniDLNA su pollon e usando VLC dallo smartphone + google chromecast attaccato alla tv mi sono visto le puntate.
Ok, non è una roba efficientissima, ma quando la tua tv non è smart bisogna renderla intelligente in qualche maniera; e io nel breve non ho trovato come fare diversamente.
Vado a dormire contento.
Il giorno seguente, mentre guido per circa 10 ore – mannaggiageppettocolseghetto e i documenti della macchina – penso che potrei continuare a vedere le serie tv prendendole da pollon.
Ma miniDLNA non permette l’esposizione dei contenuti su internet.
AZZ!!! e mica lo sapevo!
Ho scoperto che miniDLNA utilizza UPnP ed il protocollo SSDP per il discovery delle risorse: questa roba gira tutta su multicast e non viene routata all’esterno (e per fortuna, direi!).
Ok, ma io ora come le vedo le fottute puntate di Jarod il camaleonte?
Cerco un po’ su internet e trovo tutta una serie di software che potrebbero fare al caso mio: Plex ed Emby su tutti, Ampache ed altri di cui non ricordo il nome, ma nessuno va bene – chi per una ragione, chi per un’altra – al mio scopo.
Allora mi dico: "Colonnello, ma se il problema è la tipologia di rete, facciamo in modo di stare nella stessa rete". E mi si accende la lampadina: OpenVPN.
Come un treno: installo openvpn su pollon, lo configuro, faccio i certificati, apro la porta sullo merdoscatolotto, creo il file di configurazione per il client, lancio openvpn su server e su client e puff sono dentro!
EUREKA!!!!
Apro VLC sul laptop, cerco le directory remote e c’è il nulla cosmico.
E perché? perché non si vede? eppure sono nella stessa re… NO! se uso tun sono routato, e sto punto e da capo. Devo usare tap!
Prendo e cambio la configurazione mettendo tap, dopo pochi minuti sono tranquillamente in VPN ma delle directory remote ancora niente.
NIENTE
Faccio un po’ di archeologia su internet e c’è chi prova delle rotte particolari, chi si rivolge a san pardo, chi lancia gli zuoccoli dietro la schiena alla suocera e chi dice: "Colonnello, bisogna usare il bridging".
Leggo un po’ di documentazione e mi cimento in questa cosa del bridging e niente, OpenVPN non ne vuole sapere di funzionare, provo a rifare tutto da capo, ma mi accorgo che l’interfaccia bridged con la eth0 è ancora up and running:
#> sudo brctl delbr br0
error: bridge is still up
#> sudo brctl delif br0 eth0
error: bridge is still up
#> ifconfig br0 down
non risponde nulla più, tutto irraggiungibile.
SHELL MORTE!
Mi sono chiuso fuori dalla mia rete.
Non mi era mai successo in 20 anni di utilizzo di sistemi UNIX.
Mi sento come quando chiudi la porta di casa ed hai lasciato le chiavi dentro: impotente, inerme, ardente e senza poter chiamare i pompieri.
E no, non c’è nessuno che possa riavviarmi pollon…
… a meno che…